PortfolioDomenico SANTONOCITO
Jazz

di Enzo Gabriele Leanza
Simona Franceschino Simona Franceschino24 Maggio 2019545
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La musica è la tua propria esperienza, i tuoi pensieri, la tua saggezza.
Se non la vivi, non verrà mai fuori dal tuo strumento.
Charlie Parker

“Jazz” un’unica semplice parola che richiama subito alla mente un genere musicale tra i più conosciuti e ascoltati al mondo, nato tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento negli Stati Uniti e poi diffusosi a livello mondiale in maniera rapida e capillare. Ma “Jazz” è anche il titolo, tanto sintetico quanto inequivocabile, scelto da Domenico Santonocito per questa sua serie fotografica, che raccoglie alcuni anni di frequentazione di festival e concerti nei più importanti club siciliani e non solo. “Inequivocabile” perché questo lavoro mette insieme, in un magico connubio di “bianchi” di “neri” e di “grigi”, le due passioni di Domenico: la fotografia e la musica jazz. E se in campo fotografico gli interessi dell’autore spaziano dalla fotografia di paesaggio a quella naturalistica, dal ritratto a quella musicale, proprio in quest’ultimo settore i suoi “gusti” sono assolutamente selettivi … jazz e solo jazz potremo dire. Santonocito per l’occasione sceglie volutamente un bianconero puro e privo di fronzoli per raccontarci le performance degli artisti da lui più amati, proposti in un rigoroso formato quadrato, che esalta l’espressività dei volti in rapporto al gesto musicale. Ed è proprio il gesto dell’artista che si esibisce sul palco che l’autore ha voluto mettere in evidenza e celebrare, ricercando sempre il punto di massima sintesi, quell’attimo decisivo (che potremmo definire addirittura intimo), che troppo spesso durante un esibizione dal vivo al pubblico sfugge, ma che è compito del fotografo mostrare. E il suo mestiere di fotografo Santonocito lo conosce bene, almeno tanto quanto conosce le note del suo amato jazz.
La galleria dei suoi ritratti musicali – così mi piace immaginarli anche se gli artisti sono del tutto inconsapevoli di essere ripresi proprio in quell’istante – ci mostra momenti emblematici e gesti che hanno reso immortali alcuni musicisti, come Ray Charles che con una mano suona il suo pianoforte e con l’altra stringe il microfono con cui canta; come Steve Grossman che se ne sta lì con gli occhi chiusi e il suo sax in mano in attesa della nota giusta per inserirsi nel dialogo musicale con gli altri artisti che si esibivano con lui; come David Brudbeck che con il suo gesto e il suo sorriso sembra abbracciare il suo pubblico ma al tempo stesso sembra voler dire “avete visto cosa ho suonato per voi?” e come, per finire, Enrico Rava che appoggia l’orecchio alla sua tromba come per ascoltare i suoni che stanno dentro di essa e attendono, per mano e per bocca sua, di venir fuori. Con questa raccolta d’immagini Santonocito, buon conoscitore della storia fotografica del genere, si confronta con umiltà con mostri sacri della fotografia come William Claxton, Guy Le Querrec e Giuseppe Pino, ma questo è un confronto in cui non ci sono né vincitori né vinti, ma solo belle immagini che fanno proprio venir voglia di ascoltare tanta buona musica e quindi non ci resta che dire … Fiato alle trombeeee …

 


Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria […] per consegnare alla morte una goccia di splendore di umanità di verità.

Fabrizio de Andrè

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