PortfolioStefano PANNUCCI
Il cuore dell’Etna

di Domenico Santonocito
Simona Franceschino Simona Franceschino1 Maggio 20201175
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L’Etna, la sua morfologia, le varietà degli ambienti che la caratterizzano, sono il tema del portfolio “ Il cuore dell’Etna”. L’affascinante titolo, evoca la natura vulcanica dell’Etna, le forze che l’hanno generata, e riflette l’interesse che muove l’autore, Stefano Pannucci, geologo e vulcanologo, alla realizzazione di un progetto che, inizialmente, si propone di effettuare il censimento e la descrizione delle caratteristiche dei circa 200 crateri secondari dell’Etna. La scelta del come finisce per fare la differenza: l’esplorazione avviene non via terra, ma dall’alto, mediante un drone e il lavoro evolve proponendo una visione sempre più personale e inusuale dell’Etna e del comprensorio etneo. Guardando dall’alto si scoprono forme e geometrie non sempre evidenti e percepibili da terra. Lo sanno bene quelli che scoprono meravigliati le linee di Nazca, linee tracciate sul terreno che raffigurano, tra gli altri, i profili stilizzati di alcuni animali presenti in quell’area. Lo sa altrettanto bene Jann Arthus Bertrand che nel suo lavoro “la Terra vista dal cielo” ci regala immagini di una bellezza straordinaria sullo stato del pianeta tra cui una radura naturale formata da mangrovie a forma di cuore, fotografata in Nuova Caledonia, che assurge a simbolo di tutti gli ecosistemi da proteggere. Finisce per scoprirlo anche Stefano Pannucci che durante un volo di esplorazione con un drone sul versante di Nicolosi scopre anche lui un “cuore”, una cava di basalto che diventa anche immagine di copertina del volume “Il cuore dell’Etna: Genista Aetnensis e Coni di cenere” pubblicato dallo stesso autore assieme a Santino Mirabella e Salvatore Caffo. Il lavoro ci propone un percorso che si articola dalla zona sommitale del vulcano, a cui l’autore dedica varie immagini, realizzate in differenti periodi dell’anno, procede attraverso le zone limitrofe disseminate di crateri sparsi, piane laviche, zone boschive con querce secolari, pini, e ginestre arboree fino a raggiungere la costa, in particolare la foce del fiume Alcantara le cui acque, sporcate da qualche evento atmosferico, finiscono per disegnare, una volta riversatesi in mare, delle interessanti geometrie. La natura domina, il cuore del vulcano plasma il paesaggio, lo sguardo sottolinea la ricchezza e l’unicità del territorio e la coltre di neve ne amplifica il fascino e i ne evoca silenzi rotti soltanto dal respiro del Vulcano.

 


Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria […] per consegnare alla morte una goccia di splendore di umanità di verità.

Fabrizio de Andrè

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