Les Rencontres de la Photographie
Arles / France
Fino al 29 Settembre 2024

di Redazione Spectrum Web
8 Luglio 202439

Ha aperto i battenti da una settimana la 55ma edizione de Le Rencontres de la Photographie di Arles, non un semplice festival, ma il festival per eccellenza, il modello mondiale di una proposta culturale ampia, strutturata, innovativa e come sempre destinata a lasciare il segno.

Sotto la direzione artistica di Christoph Wiesner questa edizione 2024 si presenta con un titolo intrigante e significativo: Beneath the surface. Sotto questo vessillo fotografi, artisti e curatori rivelano le loro visioni e le loro storie, non ultima quella della nostra umanità, a turno ostacolata, in infinita ridefinizione, resiliente, ma anche visionaria. Che siano ai margini o stabilite al centro, le narrazioni conducono a percorsi divergenti e multipli che si intrecciano e si sovrappongono, dando vita a momenti emozionanti, dato che questo insieme apre a una pluralità di itinerari da seguire.

Tante le mostre proposte in giro per la città e articolate in diverse sezioni: Tremors and Tremoil, Spirits (Yōkai),Traces, In Parallel, Rereadings.

Tra i principali appuntamenti dell’edizione di quest’anno, nell’Espace Van Gogh, c’è Encounters, la prima retrospettiva mondiale della fotografa americana Mary Ellen Mark, co-organizzata dalla C/O Berlin Foundation e dalla Mary Ellen Mark Foundation. Le celebrità si mescolano agli emarginati della società, molti dei quali sono stati seguiti per anni dalla fotografa.

All’interno della maestosa chiesa dei Frères Prêcheurs, Cristina De Middel presenta Journey to the Centre, lavoro per il quale ha tratto ispirazione da Jules Verne e con il quale ci racconta la storia di una migrazione dal Messico meridionale a Felicity, una cittadina della California, mettendo in risalto la complessità della situazione di fronte alle informazioni semplificate e riduttive diffuse dai media. Un ritratto di Cristina De Middel è anche l’immagine del manifesto del festival.

Nelle vicinanze, la mostra I’m so Happy You Are Here, organizzata da Aperture, aggira le narrazioni consolidate e rivela l’importanza delle fotografe giapponesi a partire dagli anni Cinquanta. La mostra svela nuove prospettive storiografiche, sottolineando la necessità di sviluppare una comprensione inclusiva della storia della fotografia, finora essenzialmente maschile.

Alla Salle Henri Comte, Ishuichi Miyako, vincitrice del Women in Motion Award 2024, espone alcune delle sue serie emblematiche, come Mother’s, di cui afferma: <<Non avevo mai pensato al corpo di mia madre, e ora lo stavo scoprendo in dettaglio, grazie alla fotografia. Scattare una fotografia significa rendere visibili le cose invisibili che giacciono sotto la superficie>>. L’opera ci ricorda che l’arcipelago giapponese porta con sé anche la memoria del catastrofico evento dell’11 marzo 2011, e ci fa immergere nella storia geologica di un territorio infinitamente martoriato, posto sotto la minaccia indefinita del rischio nucleare.

Il vasto programma espositivo prosegue con il vincitore del programma BMW Art Makers Mustapha Azeroual che propone al pubblico internazionale che da sempre affolla la cittadina provenzale immagini sublimi di albe e tramonti sulla superficie degli oceani; Lanscape of the Mississippi’s Colors di Nicolas Floch, dal progetto a lungo raggio Rivers Ocean, ci ricorda invece la presenza dell’attività umana sul pianeta, mentre Hannibal’s Garden di Marine Lanier ci porta sulle Alpi, per una riflessione distopica sull’evoluzione della flora sotto l’impatto del cambiamento climatico.

Non manca uno spazio dedicato agli archivi fotografici con incursioni nella memoria visiva di fotografi e artisti, così come in quella degli archivi industriali, storiografici e vernacolari. Questa 55ma edizione offre ancora una volta la possibilità di una miriade di scoperte, come le pescatrici giapponesi, provenienti dall’archivio di Uraguchi Kusukazu o il mondo misterioso e stravagante di Michel Medinger, senza dimenticare la storia del carro-bar o il confronto delle collezioni del Museo Olimpico e di Photo Elysée con Sport in Focus.

Poiché i Rencontres sono definiti dal loro legame con la storia della città di Arles, eventi specifici assumono un significato speciale quando si amalgamano al ricco patrimonio della città. L’anno scorso, Sophie Calle ha riscoperto la luce e l’ombra uniche del sito sotterraneo del Criptoportico romano, recentemente occupato dalla mostra di Juliette Agnel. Dopo questa visita rivelatrice, l’artista ha prontamente espresso il desiderio di proporre un progetto lì, presentato quest’anno sotto forma della mostra Finir en beauté.

Nella sua ricerca di nuove forme e nuove proposte, il festival di Arles traccia come ogni anno una strada che molti altri seguiranno. In Heaven and Hell Vimala Pons e Nhu Xuan Hua ci portano al punto di incontro tra teatro, performance art e fotografia. All in the Name of the Name mette invece in luce un’altra scena: quella della strada, dei margini, che si avvia a incontrare le superfici sensibili dei graffiti dove la fotografia, a volte ultima testimone della più antica manifestazione della creatività umana, tesse un racconto tra l’apparizione e la scomparsa di fenomeni transitori. La scrittura fotografica può assumere numerose forme. Il legame con il tempo e la narrazione è diventato particolarmente visibile nell’approccio seriale e concettuale di una generazione di fotografi e artisti come Zoe Leonard, Judith Joy Ross, Hans-Peter Feldmann e Nicholas Nixon. La mostra dedicata alla collezione Astrid Ullens de Schooten Whettnall, curata da Urs Stahel, rivela questa ricchezza.

Anche quest’anno i Rencontres d’Arles sostengono e accompagnano la creazione emergente sempre più attivamente. Il Discovery Award ha ora sede all’Espace Monoprix e invita la curatrice Audrey Illouz ad aprire nuovi orizzonti, all’altezza delle domande sollevate dalla diffusione di nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale.

Tutto questo e molto altro, insieme allo spazio dedicato ai libri fotografici, ai workshop e alla mitica photo folio review, fino al 29 Settembre.

Per maggiori info https://www.rencontres-arles.com/en